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“Juste la fin du monde”-Il dramma del ritorno

Giovane, ma non per questo inesperto – il regista 27enne canadese Xavier Dolan propone al 69esimo Festival cinematografico di Cannes, in candidatura per la Palma d’Oro, “Juste la fin du monde” (eng. “It’s only the end of the World”); una pellicola ispirata all’omonima opera dell’autore teatrale contemporaneo Jean-Luc Lagarce che catapulta l’osservatore, sin dall’inizio, in un’atmosfera tesa, greve, drammatica.
Con un cast ricco di rinomati attori, esclusivamente francesi, che va da Marion Cotillard a Vincent Cassel, il film non ottiene l’ambito premio, bensi’ il Grand Prix della giuria Ecumenica.

Riguardo la trama, sarebbe improprio affermare che si tratti della storia di Louis; d’altronde, come il titolo suggerisce, esso racconta essattamente la fine di una storia.
La storia di una vita ampiamente rivissuta tramite frame presenti nel corso dell’intera narrazione, accompagnati da flashblack indotti dalla memoria involontaria, dall’associazione di sapori, odori, profumi, “Correspondences”.
Il film illustra, pertanto, “juste la fin” della vita del protagonista, Louis,un affermato scrittore e malato terminale, che decide di ritornare a casa e fare visita alla sua famiglia, dopo 12 anni di assenza, per annunciare la sua morte.

Esasperazione, angoscia e tensione sono gli ingredienti principali in un contesto relativamente ristretto, quale il nucleo familiare.
La maggior parte delle scene ha infatti luogo all’interno delle mura domestiche, scelta che conferisce al tutto una drammaticità ancor più accentuata e rispecchia i sentimenti reconditi e cementificati dei personaggi.

Tutto è taciuto, ogni cosa carpita per pura intuizone, altresi’ l’annuncio di Louis. Con la sua straordinaria interpretazione nei panni del protagonista, Gaspard Ulliel riesce a trasmettere cosi’, con un solo sguardo, il dolore e la nostalgia del personaggio del quale veste i panni.

Silenzi incolmabili e continue crisi isteriche tipicamente familiari, creano un’entropia che lascia il fruitore della pellicola tanto interdetto quanto emotivamente coinvolto.
Una visione forte, pesante e controversa, tecnicamente impeccabile, che non sarà forse la fine del mondo, ma è sicuramente un lavoro ben riuscito.

In uscita nelle sale italiane dal 1° dicembre 2016.