“Io me ne vado”-Partire per crescere

Per chi, come me, fa difficoltà ad accontentarsi, arriva un momento nella vita in cui si guarda verso l’orizzonte del proprio futuro e tutto cio’ che si scorge fa parte di una realtà diversa, sconosciuta, nuova.
Partire, ma soprattutto ricominciare, in un posto cosi’ diverso da quello in cui sei vissuto per gran parte della tua vita fin’ora, è una vera e propria sfida.

All’inizio, soprattutto se non si hanno agganci, conoscenze e aiuti, puo’ risultare complicato, alle volte svilente, ambientarsi. Far fronte alla burocrazia(specie se in un altro Stato), dopotutto, non è mai semplice e bisogna essere pronti ad affrontare le difficoltà pazientemente e senza esagerare nel buttarsi giù.

“Sei pazza” mi hanno detto;

“Sei coraggiosa” mi hanno ribadito;

“Ma come fai?” mi hanno chiesto.

Il punto è che se non metti da parte le tue sicurezze e non azzardi, sarai sempre dipendente delle tue paure, fondate o infondate che siano.
Certo non è attitudine di tutti far fronte a questo “rischio”, ma è davvero importante confrontare le proprie conoscenze e/o stile di vita, con il resto del mondo.

Intraprendere il proprio percorso di studi, come l’università, all’estero è una decisione, si` coraggiosa, ma che ti permette di crescere e capire, in breve tempo, le dinamiche di una realtà nella quale si è (quasi) completamente indipendenti dalla propria famiglia, dalle proprie origini, dalla propria “casa”.

La propria casa, il proprio paese, la propria Terra è un luogo del cuore al quale, a mio avviso, non è bene esser troppo radicati:

“Dietro è la casa, davanti a noi il mondo, e mille son le vie che attendon, sullo sfondo di ombre, vespri e notti, il brillar delle stelle. Davanti allor la casa, e dietro a noi il mondo, tornar potremo a casa con passo infin giocondo.”

Cosi’ scrive J.R.R. Tolkien ne “Il Signore degli Anelli”, sottolineando il concetto di apprendimento continuo tramite esperienze, che siano all’estero, oltreoceano o, semplicemente , “altrove”.

“Altrove” è uno stile di vita,una maniera di pensare e di vedere il mondo, un modo di rapportarsi alla natura, alle cose, alle persone. “Altrove” sei tu, che con le tue proprie forze, forgi la tua felicità.

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Un pensiero su ““Io me ne vado”-Partire per crescere”

  1. Il concetto esperienzale che si esprime quando si parla di andare via, è descritto bene nell’etimologia del termine vacanza, cioè rendere un luogo vacante della propria presenza. Scopo dell’azione, perché appunto si è consapevole di quello che si lascia, sta nella temporale e presunta crescita personale, funzionale a riempire quella “vacanza” lasciata in attesa. In questa dinamica si rivela il senso di responsabilità della stanzialità, indispensabile stato dell’esistenza perché persistano la cultura e la narrazione dei popoli. Altrimenti il tema è la fuga, che ha motivazioni e finalità completamente differenti, legate più ad una paura che ad una scelta.

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